Un'indagine su alcuni appalti ha condotto agli arresti domiciliari per il Direttore generale Ciro Verdoliva, 8 Novembre 2017. La misura eseguita dovrebbe rientrare nell'ambito di uno dei filoni dell'inchiesta sugli appalti Romeo, 8 novembre 2017. ANSA / CIRO FUSCO

Un nuovo comunicato stampa è stato diramato oggi dall’A.O.R.N Cardarelli, relativamente al superafflusso in corso, legato all’influenza.

“Anche oggi il Cardarelli, come altri DEA di I e II livello della Regione Campania, continua ad essere sotto pressione a causa dell’altissimo numero di accessi degli ultimi giorni, fenomeno che si era notevolmente ridotto dall’ottobre scorso; tale superafflusso coincide con il picco influenzale che in questa settimana era atteso e che trova conferma nelle patologie che giungono al PS e per le quali necessita il ricovero in area di emergenza ovvero in area specialistica”.

Il dato attenzionato riguarda, come è ovvio, il numero di barelle nelle unità operative dell’area di emergenza, che ha superato alle ore 8,00 di questa mattina la soglia di criticità “rossa” (< 40)*1.
Le azioni messe in campo, predisposte preventivamente con disposizioni che, da tempo, pianificano quanto necessario in casi di superafflusso, stanno consentendo di liberare un discreto numero di posti letto, che certamente non riduce l’allerta di queste complesse giornate, ma alleggerisce la pressione sul pronto soccorso e diminuisce il numero di barelle per il quale resta alle ore 17,00 – complessivamente – una criticità “gialla” (< 30)*1.

*1 le soglie di criticità stabilite in base all’esperienza di barelle nell’area di emergenza sono: fisiologica < 10; verde < 20; gialla < 30; arancione < 35; rossa < 40; rossa+ > 40;

Si evidenzia l’alta percentuale di pazienti – dimessi nelle prime 2/6 ore o comunque non oltre le 12 ore dal P.S. – con valori pari al 61%; tali accessi – da definire “INAPPROPRIATI” – generano l’”affollamento” ovvero il “congestionamento” del Pronto Soccorso con gravissime ripercussioni sui tempi di attesa, sui tempi di trattamento complessivo nonché sul sovraffollamento delle aree di attese sia degli accompagnatori ma – soprattutto – dei pazienti tali accessi “INAPPROPRIATI” incidono, poi, sugli operatori sanitari (medici, infermieri, operatori sociosanitari) che sono costretti a visitare / a trattare / a governare un maggior numero di pazienti in altissime condizioni di stress temporale; per quest’ultima difficoltà la Direzione strategica ha autorizzato l’integrazione di operatori sanitari per ogni turno fino al rientro delle soglie stabilite per la dichiarazione di “crisi”.

Si conferma il numero di accessi superiori alla media al PS caratterizzati da maggiori complessità (circa il 30%/40%) delle patologie alle quali deve procedersi al ricovero dei pazienti nell’area di emergenza nonostante disponibilità di posti letto nei reparti specialistici dell’ospedale.

Il bed manager resta, sempre, in costante contatto con le unità operative finalizzando la sua azione a rendere limitato a poche ore lo stazionamento in barella dei pazienti che possono lasciare l’area di emergenza (dalle ore 8,30 di questa mattina alle ore 17,00 sono stati movimentati complessivamente n°40 pazienti, di seguito il dettaglio – n°40 pazienti da area di emergenza Cardarelli verso area specialistica Cardarelli;

Da questa mattina, inoltre, è scattato il protocollo di “blocco ricoveri programmati”, così che l’Ospedale possa far fronte a questo momento di “crisi” in modo dedicato e totale, contribuendo a ridurre quanto più possibile il disagio ai cittadini/pazienti che scelgono di affidarsi al Cardarelli.
«Colgo l’occasione – dice il direttore generale Ciro Verdoliva – per ringraziare tutti gli operatori sanitari che, come sempre, affrontano i periodi di super afflusso con la massima concentrazione e disponibilità finalizzata a fornire, anche in questi casi, il miglior servizio. Ma questi momenti di super afflusso, in coincidenza del picco influenzale, riguardano la Campania come le altre regioni d’Italia; noi lavoriamo per garantire salute, assicurando ai pazienti – anche in momenti straordinari – la necessaria assistenza. Ancorché sotto pressione non respingiamo nessuno ma, anzi, accogliamo e curiamo con la professionalità che ci contraddistingue da decenni».

 

 

 

 

 

 

 

 

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