Mario Caiazzo

La ‘dismissione’ dell’ospedale Loreto Mare cominciata diverse settimane fa ha portato a un risultato alquanto scontato. Perché tra l’altro era stato previsto. Quello dell’aumento dell’utenza ‘dirottata’ verso i drappelli di pronto soccorso di altri nosocomi. A soffrire maggiormente per il carico di lavoro sensibilmente incrementato è l’ospedale Cardarelli. Nelle scorse ore è comparsa sulla pagina Facebook del comitato ‘Nessuno tocchi Ippocrate’ una foto che rende benissimo il momento di difficoltà in cui si trovano a lavorare gli operatori del nosocomio collinare.

L’ospedale Loreto Mare

Si possono notare sette ambulanze che secondo quanto scrivono i responsabili del comitato rappresenterebbero il ‘caos’. “La postazione Vomero – è scritto a presentazione dell’immagine – è stata bloccata dalle 21.30 di ieri sera (19 febbraio) fino a stamattina alle 8.00”. Ma stando ai commenti di alcuni operatori, in calce al post, la situazione non sarebbe soltanto relativa al periodo a cui strettamente ci riferiamo, ma per certi versi sarebbe diventata la normalità.

Il Cardarelli

E non riguarderebbe solo la postazione Vomero delle ambulanze, ma anche quella della Ferrovia. Illuminante la spiegazione che dà uno degli operatori: “Non vedo la differenza dagli altri giorni; la situazione si ripresenta tale sempre più spesso. Purtroppo il Cardarelli è schiacciato da un’utenza doppia e si chiedono miracoli a tutto lo staff. E’ rimasto l’unico ospedale che sostiene tutta l’utenza di Napoli, gli altri sono spogliati di varie specialistiche”. Dopo la dismissione dei reparti di Neurologia, Neuroradiologia e Neurochirurgia al Loreto Mare, si ipotizzò che gli accessi al Cardarelli sarebbero aumentati. Ed in effetti così è stato. Secondo una stima effettuata a inizio febbraio – in base ai pazienti accompagnati con ambulanze del ‘118’ e con mezzi privati – al Cardarelli gli accessi si sono attestati su una media di 240 al giorno.