E’ bufera sul convegno internazionale organizzato dall’Ordine dei Biologi per festeggiare il cinquantesimo anniversario della fondazione. “New frontiers of biology – Nuove frontiere della biologia” si terrà venerdì 2 marzo a Roma, nella sala congressi del Grand Hotel Parco dei Principi in via Frescobaldi 5, ma le polemiche infuriano già da oltre dieci giorni.

Tutto è nato dall’allarme lanciato dall’epidemiologo dell’università di Pisa Pier Luigi Lopalco, il quale ha scritto su Facebook che l’appuntamento “riunirà il gotha dell’antivaccinismo nazionale ed estero”. Tra le presenze che hanno suscitato scalpore: Luc Montagnier, premiato con il Nobel nel 2008 per aver scoperto il virus Hiv; Yehuda Schoenfeld, immunologo israeliano che studia la tossicità dei metalli pesanti a livello neurologico; Antonietta Gatti, autrice insieme al marito Stefano Montanari di una serie di studi sui danni provocati dalle nanoparticelle; Paolo Maddalena, già giudice e vicepresidente della Corte Costituzionale definito da Il Foglio “padre nobile dei complottisti AntiVax”. A prendere le distanze dall’iniziativa una nutrita schiera di biologi, tra cui lo staff di biologi del Mario Negri e dell’Università di Padova. 28 direttori di Dipartimento degli atenei di tutta Italia chiedono “con forza che il convegno celebrativo si tenga, ma solo dopo un’attenta revisione dell’attuale programma, che escluda opinioni e teorie che non hanno alcun supporto scientifico”. Alcuni esponenti dell’Iss hanno reso noto che non presenzieranno all’evento. A porre il sigillo sull’iniziativa il presidente dell’Onb e senatore Vincenzo D’Anna, che già in più occasioni si è pubblicamente schermito dalle accuse rivolte all’iniziativa. Con una nota sul sito dell’ONB, in risposta all’articolo comparso su Repubblica.it dal titolo “L’Ordine dei Biologi festeggia i 50 anni con un convegno no fax” , con una lettera aperta al direttore di Quotidiano Sanità, in cui risponde al presidente di Fnomeceo Filippo Anelli, che in merito al convegno dei biologi ha scritto “Auspichiamo che in tale consesso vengano diffuse informazioni che tengano conto del metodo applicato dalla ricerca scientifica, ossia di fatti osservabili, misurabili e riproducibili e che ci si affidi nella divulgazione alla pubblica opinione a tali evidenze”. Vincenzo D’Anna ha respinto fermamente le accuse di Repubblica “destituite di ogni fondamento”, invitando i biologi a “tenersi lontani dalla querelle politica”, ricordando come “New frontiers of biology – Nuove frontiere della biologia” tratterà della neurotossicità dei metalli e degli inquinanti ambientali della Terra dei fuochi e non di vaccini; e sottolineando come, secondo la definizione di Enrico Fermi: sono scienziati tutti coloro che hanno scoperto qualcosa di nuovo. Tutti quanti gli altri parlano per sentito dire”. Ancora, a Gerolamo Lanfranchi, direttore del dipartimento di Biologia dell’università di Padova che ha chiesto “con forza e con convinzione di annullare tale iniziativa”, Vincenzo D’Anna ha replicato invitando il dott. Lanfranchi a non piegarsi “al cieco conformismo ed alla tattica sperimentata che una menzogna ripetuta più volte alla fine si trasforma in verità”.

Nella lettera aperta comparsa qu Quotidiano Sanità Vincenzo D’Anna scrive: “Il processo alle intenzioni e le critiche pregiudiziali non appartengono al patrimonio della scienza ma a quello della apodittica supponenza priva di costrutto”. E ancora: “Ricordo, fino alla noia, a quanti ancora nutrissero dubbi, che il novero degli scienziati invitati al convegno del 2 marzo è di assoluto prestigio scientifico internazionale comprendendo, tra gli altri, non solo il premio Nobel Luc Montagnier, ma anche il professor Morando Soffritti, presidente dell’Istituto Ramazzini di Bologna, la dottoressa Sonia Manzo, ecotossicologo, primo ricercatore al Centro Ricerche ENEA di Portici, il professor Ivano Spano, docente dell’ateneo padovano e presidente del National Institute of Deaf Mutes di Roma e il professor Giulio Tarro, pluripremiato e già candidato al Nobel. Proprio quest’ultimo, illustre virologo, nonché antesignano della pratica vaccinale (e dunque come tale inattacabile), ha espresso il proprio disappunto per la querelle sollevata contro l’iniziativa messa in campo dal nostro Ordine, in una lettera che è stata pubblicata in bella evidenza anche sul sito dell’ONB e di cui, come ulteriore risposta (dal momento che, chissà perchè, è stata ignorata dai media) a chi ci vorrebbe alla gogna, vorrei prendere in prestito alcuni stralci a mio giudizio particolarmente significativi.”

Molte di queste critiche sono infatti basate, scrive Tarro, praticamente “solo sulla presunzione di poter giudicare a monte un convegno internazionale che rappresenta l’espressione di una scelta scientifica e professionale”. Tale importante convegno “sarà giudicato a valle dopo la sua effettuazione. Per il potenziale scientifico dei relatori, non teme certo le critiche dell’aurea mediocritas”.

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