Mario Caiazzo

Tra i diversi aspetti dell’inchiesta che ha portato all’arresto di sei persone per presunte tangenti nel comparto sanitario milanese, c’è quello relativo all’ottenimento della centralizzazione delle diagnosi delle infezioni osteoarticolari.

L’inchiesta per tangenti e forniture ospedaliere è stata condotta dalla Procura di Milano

Centralizzazione da effettuarsi presso l’Unità operativa dell’ospedale pubblico Pini-Cto. Tutto ciò, secondo i magistrati, per accreditare la suddetta unità, retta dal primario Giorgio Maria Calori, «quale punto di riferimento regionale delle infezioni osteoarticolari, istituendo un percorso diagnostico e terapeutico privilegiato allo scopo di canalizzare presso quella struttura i pazienti affetti da tale patologia».

A beneficiare dell’accordo, secondo l’accusa, oltre all’imprenditore Tommaso Brenicci, tramite l’utilizzo del dispositivo «Micro Dttect», prodotto da un’azienda a lui collegata, anche due medici.

Si tratta di Carlo Luca Romanò e Lorenzo Drago, operanti presso l’istituto ortopedico Galeazzi di Milano. I nomi dei due camici bianchi, annotano i titolari dell’inchiesta, apparirebbero insieme a quello di Brenicci, tra gli inventors della tecnologia «Micro Dttect» (da utilizzare per le diagnosi).

L’ospedale Pini di Milano

«Pertanto (anche) per entrambi – è scritto nero su bianco nel faldone dell’ordinanza eseguita nei giorni scorsi – il business sostanziale è da ricercarsi nei ricavi attesi dalle vendite del loro innovativo device (il dispositivo Micro Dttect), ‘esclusivo’ per definizione». Da riscontri effettuati dagli investigatori in fase di indagini, emergerebbero altri elementi a sostegno della tesi dell’accusa.

Oltre alla congiunta titolarità del brevetto in questione, infatti, sarebbe stato rilevato il coinvolgimento di Romanò e Drago nella commercializzazione dei «Micro Dttect».

Tutto ciò, annotano gli inquirenti, «è palesato dalla paritetica compartecipazione del 25%, ancorché per interposta persona, nel veicolo societario (la 4I Srl) utilizzato a tale scopo». La 4I Srl, riconducibile a Brenicci, è la società che «sfruttava» il brevetto del dispositivo «Micro Dttect».