Mario Caiazzo

Se si può tirare un sospiro di sollievo per la mancanza di vittime legate ai festeggiamenti durante la notte di San Silvestro, non bisogna però dimenticare che i feriti a Napoli sono 35. Anche questo dato può apparire rassicurante poiché l’anno scorso le persone che si procurarono danni fisici a causa dell’esplosione di fuochi d’artificio illegali furono 46. Non si deve però abbassare la guardia: davanti a un fenomeno in calo, ce n’è subito un altro che tiene banco e che appare alquanto preoccupante. All’ospedale Cardarelli, infatti, nelle scorse ore, sono stati accompagnati in totale, venti giovani al di sotto dei vent’anni, in stato di coma etilico. L’assunzione di alcol era stata talmente massiccia che ha allarmato amici e parenti dei ragazzi che avevano alzato il gomito, e li ha spinti ad accompagnare questi ultimi presso il presidio sanitario del Vomero. Dopo le cure del caso, sono stati dunque dimessi. Sempre al Cardarelli i camici bianchi hanno dovuto fare i conti con ferite procurate dall’esplosione di botti illegali.

Il dato è sceso sensibilmente rispetto allo scorso anno. Il bilancio dei medici del nosocomio è di «due ferite che hanno interessato gli occhi, di altre due a carico delle falangi della mano destra, con amputazione traumatica di falangi». Inoltre, a Napoli e precisamente a San Giovanni a Teduccio, un bimbo di 12 anni che intorno alla mezzanotte del 31 dicembre era affacciato al balcone di casa, è stato raggiunto da un colpo di pistola vagante esploso durante una probabile «stesa». Il proiettile l’ha ferito a entrambe le gambe, fortunatamente in maniera non grave. Il ragazzino ferito è stato prima accompagnato presso il Loreto Mare e poi trasferito al Santobono.