I voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting in alternativa al congedo parentale diventano “contributo per l’acquisto di servizi di baby sitting”, il quale viene erogato tramite il Libretto famiglia. La novità, in realtà in vigore dal 1 gennaio 2018, è stata comunicata dall’Inps venerdì scorso con il messaggio 1428/2018. La nuova modalità di erogazione è conseguenza dell’abolizione dei voucher con cui venivano pagate le prestazioni di lavoro accessorio, cancellazione avvenuta ad opera del decreto legge 25/2017 con effetto dal 17 marzo 2017. Per tutto il 2017, però, è stato consentito, in via eccezionale, di continuare a utilizzare i voucher per retribuire le prestazioni di baby sitting nell’ambito della prestazione di welfare istituita già nel 2012, nonché confermata e ampliata nel corso degli anni. Dal 2018, tuttavia, i voucher escono definitivamente di scena e, come illustrato dall’Inps nel messaggio 1428/2018, le mamme che vogliono rinunciare in tutto o in parte al congedo parentale per sostituirlo con il contributo economico per pagare la baby sitter devono utilizzare il Libretto famiglia. Le caratteristiche del contributo non variano rispetto all’anno scorso e prevedono, quindi, un importo massimo di 600 euro per un massimo di sei mesi per le lavoratrici dipendenti (il valore viene ridotto in proporzione incaso di impiego part time). La durata massima è di 3 mesi per le lavoratrici autonome. Il passaggio alla procedura del Libretto lavoro comporta il rispetto delle istruzioni già fornite dall’Inps con la circolare 107/2017.

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