Tutti coloro che sono passati da uno studio medico, ossia praticamente la totalita’ della popolazione, sanno quanto sia complicato a volte leggere e “interpretare” una ricetta. Sigle, dosi, abbreviazioni, addirittura simboli: a volte si preferisce passare direttamente la ricetta al farmacista, sperando che riesca a interpretarla correttamente. Senza contare la proverbiale brutta grafia di molti camici bianchi. Il ministero della Salute ha diramato un documento intitolato “Raccomandazione per la prevenzione degli errori in terapia conseguenti all’uso di abbreviazioni, acronimi, sigle e simboli”, sottolineando che il tema non e’ affatto uno scherzo: “L’uso di abbreviazioni, acronimi, sigle e simboli – si legge – sebbene sia prassi comune durante la gestione del farmaco in ospedale e sul territorio, puo’ causare errori e danni ai pazienti”. Scrivere, ad esempio, il nome del principio attivo abbreviato invece che per esteso puo’ portare a scambiare farmaco, oppure “1,0 mg” (invece che “1 mg”) puo’ essere confuso con 10 mg. Non a caso un’indagine di qualche anno fa in America ha stimato che quasi il 5% degli errori sanitari sono legati proprio all’utilizzo di abbreviazioni nella ricetta. Per questo il ministero ha elaborato il documento, pubblicato sul suo portale, “che fornisce indicazioni per prevenire gli errori in terapia conseguenti all’utilizzo di abbreviazioni, acronimi, sigle e simboli (non standardizzati) e promuovere l’adozione di un linguaggio comune tra medici, farmacisti e infermieri”. Tenendo conto che anche semplicemente “una brutta grafia, ad esempio, puo’ rendere difficile la comprensione di una prescrizione e causare errori nella dispensazione e nella somministrazione di una terapia farmacologica”. Nella Raccomandazione viene proposta una standardizzazione delle definizioni, che facilita la comunicazione delle informazioni all’interno della struttura sanitaria e tra strutture sanitarie particolarmente nelle Transizioni di cura. La Raccomandazione e’ rivolta agli operatori sanitari coinvolti nel processo di cura del paziente e nella gestione dei farmaci oltre che a Regioni e Province Autonome e alle Direzioni aziendali. 
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