Psoriasi, dermatite atopica e vitiligine: malattie infiammatorie della pelle sempre più diffuse, in particolare nell’area nord del capoluogo campano, ma che possono essere trattate dal dermatologo grazie agli strumenti messi a disposizione dalla fototerapia, una tecnica che consiste nell’esposizione alla luce con particolari apparecchiature che permettono di irradiare il paziente o solo alcune zone specifiche del corpo – ricordano gli esperti – evitando l’uso di farmaci biologici, molto costosi, che possono provocare effetti indesiderati anche pesanti e sono comunque controindicati in pazienti portatori di infezioni croniche o che hanno sofferto di tumori.

Di fototerapia, ma anche di malattie causate da sensibilità alla luce e di fotoprotezione, si parla al III Corso europeo di fotodermatologia. Nella prima giornata sotto i riflettori i meccanismi della fotodermatologia (fototerapia e fotosensibilità), mentre nella seconda si approfondiranno i temi della fotoprotezione. “La fototerapia è da tempo un approccio utilizzato con successo nel nostro ospedale – spiega il prof. Piergiacomo Calzavara-Pinton. – Non riduce le difese immunitarie e può essere efficace quanto le terapie farmacologiche. Inoltre i costi sono ridotti rispetto all’uso di alcune molecole: un ciclo di farmaci biologici costa circa 15 mila euro per paziente ogni anno, mentre utilizzando le apparecchiature per la fototerapia si possono trattare efficacemente tra i 100 e i 200 pazienti al giorno, con un notevole risparmio per il sistema sanitario nazionale”.

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