“E’ stata depositata un’interrogazione parlamentare urgente alla Ministra Giulia Grillo, a prima firma Emma Bonino, perche’ ormai sono 11 mesi che la relazione al Parlamento sulla legge 194/78 del Ministro della Salute e’ in ritardo. Mai come quest’anno si era arrivati a disattendere la norma per un periodo simile”. E’ quanto denunciano le ginecologhe Mirella Parachini, Vice Segretario dell’Associazione Luca Coscioni e Anna Pompili di AMICA (Associazione Medici Italiani Contraccezione e Aborto), con l’Avvocata Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni. Secondo la Legge 194, infatti, il ministro della Salute, entro il mese di febbraio, deve riferire al Parlamento sullo stato di applicazione della legge nell’anno precedente. “Oggi, questo eccezionale ritardo costituisce un “incidente anomalo – attaccano – che ripropone con urgenza una serie di domande irrisolte: sono stati presi provvedimenti per affrontare le criticita’ emerse in passato? Perche’ il metodo farmacologico e’ cosi’ poco applicato, a fronte dei dati ricavati dalle statistiche ufficiali di altri paesi? Perche’ la contraccezione non e’ gratuita nel nostro paese, mentre lo e’ l’interruzione della gravidanza?” Chiediamo alla Ministra Giulia Grillo di mostrare un segnale di discontinuita’ col passato, dando risposta a queste domande. Chiediamo alla Ministra Giulia Grillo un piano di interventi mirati, per: Garantire la gratuita’ della contraccezione, unica vera prevenzione del ricorso all’aborto; Consentire anche alle ragazze minori l’accesso alla contraccezione di emergenza senza obbligo di prescrizione; Migliorare l’accesso alla IVG farmacologica, permettendo il regime ambulatoriale e “at home”, come avviene nel resto del mondo o il regime di “day hospital”, eliminando finalmente la raccomandazione del regime di ricovero ordinario; Sollecitare AIFA ad ampliare l’IVG farmacologica del I trimestre da 49 a almeno 63 giorni”.
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