Spesso ci si chiede da dove provenga un progetto vincente. Il più delle volte la risposta ha a che fare con la continuità. Il portare avanti programmi a lungo termine necessita di elementi di vertice che si confermino negli anni, di una squadra rodata e di intenti comuni; fattori imprescindibili per raggiungere l’obiettivo. Facile dunque rilevare i punti deboli di un’azienda e ciò che contribuisce a minacciare costantemente la sua stabilità, fosse anche un’azienda sanitaria. Se ad esempio ci riferiamo all’Asl Napoli 1 Centro, ci accorgiamo che in sette anni abbiamo assistito a ben otto cambi al vertice. Il lasso di tempo che ha visto in carica commissari, direttori generali e dg facenti funzioni è stato quasi sempre troppo esiguo per garantire la benché minima programmazione dei servizi.

Ma andiamo ad esaminare nomi e durata degli incarichi, partendo da una triade di commissari: Achille Coppola (fino al febbraio 2011); Mario Vasco (marzo-agosto 2011), Maurizio Scoppa (settembre 2011-agosto 2012).

Dopo il commissario Scoppa, si insedia Ernesto Esposito che ricopre il ruolo di direttore generale.

Resterà in carica fino a settembre del 2015. Si tratta di tre anni, davvero un record dal punto di vista della durata. Il periodo, però, non basterà a centrare la maggior parte degli obiettivi fissati in fase di programmazione.

L'ospedale Cardarelli di Napoli
L’ospedale Cardarelli di Napoli

A ottobre del 2015 si insedia un altro commissario, Renato Pizzuti: resterà in carica fino a luglio del 2016. Il successore è il direttore generale Elia Abbondante, ma deve lasciare per forza di cose a marzo del 2017, quando finisce ai domiciliari. Circa un mese dopo Abbondante viene scarcerato, ma nel frattempo alla guida dell’Asl Na1 è stato chiamato Pasquale Di Girolamo Faraone, dg facente funzioni. Quest’ultimo resta in carica fino allo scorso giugno, quando si insedia Mario Forlenza, l’attuale direttore generale.

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