A Napoli il primo workshop sulla Medicina Narrativa e l’umanizzazione delle cure nell’era della Precision Medicine. Il workshop vuol fornire a medici, operatori sanitari e pazienti gli strumenti per arginare la deriva tecnicistica del rapporto tra l’ammalato e chi deve prendersene cura; per questo motivo, particolare attenzione sara’ rivolta alla comunicazione tra clinici, pazienti e caregivers. L’intento e’ rimettere al centro l’ammalato, visto non piu’ come una somma di dati clinici ma come persona che grazie ai suoi “racconti” puo’ diventare parte attiva nella terapia.

La Medicina Narrativa e le Medical Humanities possono essere quindi di grande aiuto per migliorare la comunicazione in campo medico. Oggi, infatti, si tende a fotografare ogni caso attraverso analisi, dati e parametri e l’ammalato e’ una figura sempre piu’ astratta, che ha sempre meno possibilita’ di “parlare” e farsi “ascoltare”. L’incontro nella sede della Croce Rossa Italiana e’ organizzato da Beniamino Casale, responsabile IPAS Terapie Molecolari e Immunologiche in Oncologia – A.O. dei Colli e da Carlo Negri, socio e amministratore di Napolilab, societa’ di consulenza marketing, con il supporto di NfC e Napolilab. La giornata, con numerosi relatori tra medici ed esperti dei maggiori ospedali italiani, e’ dedicata a medici, infermieri, pazienti e caregivers e il suo scopo e’ rivalutare una medicina che rimetta “al centro” il paziente in quanto persona da ascoltare perche’ attraverso le sue storie puo’ dare un grande aiuto ai sanitari che devono curarlo.

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