La Manutencoop Facility Management, in merito ai rinvii a giudizio disposti ieri nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti nel settore sanita’ a Napoli in cui sono imputati anche due dipendenti della coop, in una nota afferma “di essere del tutto estranea alle ipotesi di reato contestate”. Tali ipotesi – si legge nel comunicato si basano esclusivamente su dichiarazioni rese da terzi, in particolare da un imprenditore “evidentemente con l’esclusivo fine di coinvolgere pretestuosamente MFM e su suoi dipendenti che, al contrario, hanno sempre tenuto comportamenti assolutamente corretti”. Dopo aver sottolineato che “non e’ mai stato in alcun modo coinvolto nell’inchiesta l’amministratore Delegato Aldo Chiarini”, la nota evidenzia che il gip del Tribunale di Napoli “nel giugno 2017 ha gia’ rigettato la richiesta di interdittiva (divieto di contrattare con la pubblica amministrazione) avanzata dal pm evidentemente non ritenendo sussistenti i presupposti per l’applicazione della misura interdittiva”. Secondo la Manutencoop inoltre “i due dipendenti rinviati a giudizio all’epoca dei fatti non ricoprivano alcun ruolo dirigenziale e che, peraltro, uno dei due, responsabile dello sviluppo commerciale per il Centro sud, ha lasciato la Societa’ ben prima del perfezionamento del presunto accordo illecito contestato”. “Alla luce di tutto questo, sicura dell’assoluta correttezza dei propri comportamenti e di quelli dei propri dipendenti coinvolti, MFM – conclude la nota – , confermando la piena fiducia nell’attivita’ della magistratura, e’ certa che nel corso del processo, che vede la prima udienza fissata per il prossimo 1 marzo 2018, verra’ definitivamente accertata la totale insussistenza di ogni ipotesi di reato contestata”.
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