“Spero che siano giudicati con giusta severita’ perche’ quelle commesse non sono bravate, ma azioni miserabili su una persona indifesa da condannare senza se e senza ma”. Lo scrive su Facebook il ministro della Salute Giulia Grillo, riferendosi ai ragazzi indagati per la “terribile vicenda” avvenuta a Manduria che “ci costringe a riflessioni su quanto si sta facendo o non si sta facendo per arginare il bullismo e per non condannare all’emarginazione le persone con disagio psichico o comunque in difficolta’, troppo deboli per ribellarsi ai soprusi. Dov’era la comunita’ cittadina, i servizi sociali, quando quel gruppo di ragazzi ‘normalissimi’ tormentava quel pover’uomo, morto solo nel suo terrore e nella sua angoscia? Qualcuno dira’ – scrive Grillo – che e’ stata una bravata, un gioco finito male, che certe cose sono sempre successe, ma non si puo’ piu’ far finta di niente. Chi vede, deve segnalare, altrimenti e’ complice. Si possono prevenire tragedie come questa, basta una segnalazione anche anonima alle forze dell’ordine o alle autorita’ sanitarie che possono poi attivare i canali appropriati”. Al ministero della Salute, insieme alla direzione della prevenzione, il gruppo di lavoro sulla salute mentale, assicura il ministro, “portera’ a un rinnovato piano d’azione con nuove iniziative per contrastare il bullismo e il cyberbullismo”, perche’ “serve un cambiamento culturale ed educativo per far comprendere la gravita’ di certe azioni di sopraffazione e prevenire altre tragedie”, conclude Grillo. 
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