Botte, maltrattamenti, cure negate e persino una gabbia per la contenzione. Sono tanti gli orrori emersi, negli ultimi due anni, dai controlli nelle strutture per anziani. Un settore di ampie proporzioni, considerato che sono 288 mila gli anziani ricoverati in strutture residenziale Italia (Rsa e Ra). La nota dolente è che il 29% delle strutture controllate dai Nas risulta non conforme: si va dai semplici problemi amministrativi agli abusi veri e propri. E sono oltre mille , in 5 anni, le vittime accertate e 3000 episodi di violenza. Questo il quadro che emerge dalla rapporto realizzato Fipac Confesercenti, in collaborazione con i Nas, presentato oggi a Roma.

“Nel 2017 – spiega il tenente colonnello dei Nas, Erasmo Fontana – abbiamo realizzato ben 1500 controlli, e le non conformità, ovvero irregolarità sia amministrative che penali, sono state più di 500, di cui 300 penali. Le persone arrestate, dal 2017 ad agosto 2018 sono state ben 17. Persone per le quali sono state rilevate condotte di maltrattamento”, riferisce. E qui si apre la pagina più nera. “Si va – spiega ancora Fontana – dalla contenzione all’abuso dei mezzi di contenimento. Abbiamo avuto, in una casa di cura del territorio Pontino, addirittura una gabbia per bloccare a letto una persona, ma anche percosse e violenze psicologiche. Infine – riferisce – c’è una forma di abuso legata alla mancata assistenza medica, ovvero non sottoporre deliberatamente gli anziani al programma terapeutico assegnato e metterli in condizione di assoluto disagio e costringerli, poi, alle cure del pronto soccorso”.

I controlli – si legge nel Rapporto Fipac – hanno portato al sequestro o alla chiusura di 60 strutture: una ogni dieci giorni. Sotto sequestro anche due tonnellate di alimenti e 462 scatole di farmaci, per un valore totale dei sequestri superiore ai 42 milioni di euro. Complessivamente, le indagini dei Carabinieri hanno riguardato 3.392 residenze, di cui 971 sono state ritenute inadeguate. In tutto sono state comminate 2.343 sanzioni (di cui 1.099 penali e 1.244 amministrative), per un valore totale di oltre 822mila euro.

La giungla di irregolarità si concentra soprattutto nelle cosiddette strutture socio assistenziali: su 2.978 controlli complessivi, ben 906 (quasi il 30%) sono state trovate non conformi. L’incidenza dell’irregolarità, invece, scende al 17% nel caso delle Rsa (67 strutture non conformi su 414 controllate).

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