La somministrazione di un farmaco antinfiammatorio durante la rimozione del carcinoma mammario e’ associata alla riduzione del rischio di recidiva nelle pazienti sovrappeso e obese. Lo ha dimostrato uno studio nato da una collaborazione internazionale tra ricercatori italiani e belgi che apre prospettive alla ricerca di potenziali nuove cure. Lo studio, pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute, e’ stato condotto dall’Institut Jules Bordet di Bruxelles e dall’Istituto Nazionale dei Tumori e Universita’ degli Studi di Milano, con un contributo di AIRC, Associazione Italiana Ricerca sul Cancro, e dell’Organizzazione non-profit belga Amis de l’Institut Bordet. I ricercatori hanno analizzato 827 pazienti (529 operate con in piu’ la somministrazione intraoperatoria per via iniettiva di ketorolac e 298 senza) e 1007 (787 operate con in piu’ la somministrazione intraoperatoria per via iniettiva di diclofenac e 220 senza). In entrambi i gruppi vi erano pazienti sovrappeso e obesi. Ebbene, nel gruppo che e’ stato sottoposto alla terapia con ketorolac si e’ verificata una diminuzione di recidive, che e’ stata piu’ evidente nel caso di indice di massa corporea elevato.

“Gia’ alcuni studi retrospettivi suggerivano un ruolo potenziale dei farmaci antinfiammatori non steroidei nella prevenzione delle recidive”, ha spiegato Elia Biganzoli, dirigente ricercatore dell’Unita’ di Biostatistica, Biometria e Bioinformatica dell’Istituto Nazionale dei Tumori e professore di Statistica Medica dell’Universita’ degli Studi di Milano. “Ma questo posiziona per la prima volta nero su bianco il ruolo di un antinfiammatorio non steroideo, in particolare il ketorolac, focalizzandone in piu’ la capacita’ di azione nelle pazienti sovrappeso e obese”, ha aggiunto. L’intervento chirurgico per l’asportazione del tumore primario e’ una componente essenziale del trattamento del carcinoma mammario. Tuttavia, la rimozione puo’ attivare meccanismi di risveglio di cellule quiescienti che talvolta si diffondono nel corpo prima dell’intervento, fenomeno conosciuto come “tumour dormancy”. “Questo risveglio della dormienza tumorale – ha detto Romano Demicheli, coautore dello studio e ricercatore senior dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano – e’ stato dimostrato che si puo’ associare a fenomeni di tipo infiammatorio e produce un risveglio metastatico accelerato. Questo processo e’ particolarmente attivo e peggiorativo nel caso del sovrappeso e dell’obesita’, perche’ un indice elevato di massa corporea si lega usualmente a un’infiammazione cronica di basso grado”. Questo studio apre prospettive rilevanti per l’impatto sulla prevenzione delle metastasi. “Indica un riposizionamento atteso importante del ketorolac nel trattamento intraoperatorio di pazienti con carcinoma mammario con un alto indice di massa corporea”; ha spiegato Biganzoli. “Rappresenta un trattamento potenzialmente sicuro, efficace e meno costoso di altre terapie sistemiche adiuvanti. Potrebbe quindi essere un passo avanti nel trattamento del carcinoma mammario primario – ha continuato – per i paesi a elevato benessere ma soprattutto per le Nazioni piu’ povere e meno avanzate nella terapia del tumore al seno. L’obiettivo ora e’ di convalidare questi risultati nel contesto di uno studio clinico prospettico”. 
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