Costretti a turni massacranti e a rispondere alle tante chiamate di emergenza, tanto da arrivare a passare la notte in hotel vicino l’ospedale per non allontanarsi troppo dal lavoro. E’ la situazione di emergenza che vivono gli anestesisti rianimatori del Ssn, secondo l’indagine del sindacato Aaroi-Emac. Dai primi dati emersi dalla ricerca, che l’Aaroi-Emac sta effettuando per valutare il rispetto degli istituti contrattuali con particolare riferimento a situazioni che potrebbero minare la sicurezza di pazienti, su 211 risposte di rappresentanti sindacali – un campione estremamente significativo degli ospedali pubblici italiani (aziende ospedaliere, aziende ospedaliere universitarie e singoli ospedali) – ben 192 (il 91%) affermano di lavorare in carenza di organico.

“Gli anestesisti rianimatori non hanno il dono del teletrasporto né quello dell’ubiquità. Eppure sempre più spesso molte Aziende sanitarie del Ssn sembrano contare su questi ‘super poteri’. Siamo medici, non Superman o Wonder Woman – sottolinea Alessandro Vergallo, presidente nazionale Aaroi-Emac – Siamo arrivati al punto che alcuni colleghi preferiscono passare la notte in albergo per non allontanarsi eccessivamente dall’ospedale”. L’indagine Aaroi-Emac evidenzia, inoltre, la diffusione di un’altra modalità organizzativa che riguarda l’impiego di medici su più sedi lavorative. Sono infatti 122 (58%) le risposte che hanno segnalato la prassi di far lavorare gli specialisti su più presidi.

Sempre dal sondaggio emerge che “in 65 risposte (31%) viene denunciato il ricorso – su uno o più presidi o in una o più Unità operative – alla pronta disponibilità notturna e festiva sostitutiva lì dove sarebbe, invece, prevista la guardia attiva H24. In altre parole esistono realtà in cui viene violata, per carenza di specialisti o per motivi puramente economicistici, la normativa che prevederebbe la presenza fissa – giorno e notte – dell’anestesista rianimatore all’interno della struttura ospedaliera. In questi casi l’anestesista rianimatore viene chiamato per necessità, sebbene si tratti spesso di emergenze tempo dipendenti che devono essere risolte nel giro di pochi minuti. Un’assurdità che risulta ancora più grave nei casi di pronta disponibilità diurna, un istituto contrattualmente inesistente, che tuttavia viene segnalato in 73 risposte (35%)”.

“Le conseguenze della carenza dei medici e del ricorso a escamotage rischiosi per coprire tali carenze, oltre all’impossibilità, in alcuni casi, di garantire i Lea sono solo alcuni dei tanti motivi per i quali l’Aaroi-Emac sciopera e che interessano direttamente la popolazione – conclude la nota del sindacato – Se non si investe in sanità, nonostante la buona volontà e il sacrificio del personale sanitario dimostrato in anni di assoluto disinteresse e di scelte fallimentari, il Ssn corre un serio rischio. Ci auguriamo che i pazienti, anche quelli che il 23 novembre subiranno un disagio” a causa dello sciopero “comprendano l’importanza di questa mobilitazione”.

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