Farmaci salvavita, scudo contro pericolosi batteri. Ma gli antibiotici possono anche essere all’origine di gravi reazioni allergiche, particolarmente insidiose nel caso di un paziente sottoposto a intervento chirurgico. A sostenerlo è il Royal College of Anaeshetists GB, secondo cui sono in aumento i pazienti che affermano di essere allergici alla penicillina, e che dunque prima di un intervento vengono trattati con altri antibiotici, ben più rischiosi. Su circa 300 reazioni che hanno messo il paziente in pericolo di vita, nel Servizio sanitario britannico si sono verificati 10 decessi. Ebbene, secondo gli anestesisti alcune di queste morti si potevano prevenire.

Il rischio di una reazione pericolosa è stimato in circa un intervento su 10.000. Si pensava che i rilassanti muscolari fossero i principali indiziati di anafilassi, ma ora questo report svela che circa la metà di tutti i casi di grave reazione allergica è stata causata dagli antibiotici, somministrati per prevenire infezioni chirurgiche. E il medicinale che presenterebbe il più alto rischio di anafilassi sarebbe proprio una molecola somministrata ai pazienti che dicono di essere allergici alla penicillina. Ma, sempre secondo lo studio firmato da Tim Cook, ben il 90% dei malati che pensano di soffrire di questo problema, in realtà non è allergico alla penicillina. Dunque se il vero rischio fosse stato esaminato con appositi test, alcune di queste morti potevano essere evitate, secondo gli studiosi. La raccomandazione degli esperti, riferisce la Bbc onine, è quella di somministrare gli antibiotici quando il paziente è ancora cosciente, in modo da valutare al meglio eventuali eventi avversi e intervenire prontamente. Inoltre occorre registrare più attentamente e dettagliatamente la storia allergica dei pazienti prima di un’operazione chirurgica, concludono gli esperti britannici.

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