“Secondo un documento dell’Osservatorio nazionale per la formazione medico-specialistica, la capacità formativa delle scuole di specializzazione di Anestesia e Rianimazione delle università italiane per l’imminente nuovo anno accademico, alla luce dell’aggiornamento dei criteri di accreditamento che le riguardano, è di 1.165 nuovi specializzandi. Vista la grave carenza di specialisti occorre subito finanziare in toto questi i 1.165 medici in formazione”. Lo afferma in una nota l’Aaroi-Emac, l’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani-emergenza area critica.

“Secondo le Regioni – aggiunge l’Aaroi-Emac – i fabbisogni complessivi italiani per l’anno in cui questi nuovi specializzandi diverranno specialisti, cioè tra ben 5 anni, è pari a 866. Nel mentre, per quest’anno e per i prossimi 4, le nostre università formeranno ancora soltanto circa 650 anestesisti rianimatori all’anno, comprese le borse di studio a carico delle Regioni. Quindi, i fabbisogni di questa specializzazione, stimati dalle stesse istituzioni del Ssn fino all’anno scorso mediamente in oltre 700, sono stati finora scriteriatamente ignorati. Ma, a peggiorare la disamina della situazione, va sottolineato che i fabbisogni stimati dalle Regioni non tengono conto di numerosi fattori critici (per non dire illiceità) che finora hanno fatto sottostimare il fabbisogno di specialisti nella nostra disciplina”. “Di certo non accetteremo che la drammatica carenza di specialisti nella nostra disciplina sia soppiantata da contratti atipici, ivi inclusi quelli da specialista ambulatoriale – avverte l’Aaroi-Emac – che nei settori ospedalieri in genere, e in particolare in quelli di nostra competenza, sono altrettanto aberranti quanto il ricorso alle forniture di professionisti ospedalieri tramite cooperative et similia, ricorso che anche il Consiglio di Stato, con la sentenza 01571 del 12 marzo 2018, ha giudicato non solo illegittime, ma anche colpevolmente più onerose per l’erario”.

“I direttori generali delle aziende sanitarie pubbliche i cui concorsi per anestesisti-rianimatori vanno deserti per carenza di specialisti, invece di farsi complici di abusi, dei quali saranno chiamati prima o poi a rispondere, attivino – conclude l’associazione – gli istituti del nostro Ccnl che lecitamente consentono il ricorso alle prestazioni aggiuntive (ex art. 55 Ccnl 08/06/2000 e s.m.i.). Non sono la soluzione ideale, lo sosteniamo oggi come sempre l’abbiamo sostenuto, ma perlomeno salvaguardano il rispetto delle regole”.

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