“Nessuna forma di razzismo può essere ammessa nel Sistema sanitario nazionale. I medici hanno l’obbligo di denunciare l`accaduto e di rispettare quanto previsto dal loro Codice Deontologico, tenendo fede al loro giuramento professionale”.

Così il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, commenta – in un post sulla sua pagina Facebook – l`episodio avvenuto in una Asl di Giulianova (Teramo) dove un paziente di origini senegalesi, residente in Italia dal 2000, sarebbe stato respinto e insultato da un impiegato al quale aveva chiesto informazioni.

“Doveri del medico sono la tutela della vita, della salute psico-fisica, il trattamento del dolore e il sollievo della sofferenza, nel rispetto della libertà e della dignità della persona, senza discriminazione alcuna, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera” recita l’attuale codice di deontologia professionale.

“In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l’altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi” prescrive il nostro Giuramento.

Abbiamo contribuito al progresso civile e sociale di questo Paese, proprio in virtù dei valori fondanti la nostra professione, dai quali deriva l`obbligo morale di curare tutti i cittadini senza alcuna distinzione di sesso, censo, razza, credo religioso. Per questo condanniamo ogni forma di razzismo e ci adoperiamo per il rispetto della dignità di ogni uomo”.

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