Onde d’urto, gomme da masticare e gel. L’armamentario delle terapie contro le défaillance dell’uomo sotto le lenzuola si arricchisce di nuovi strumenti, “più al sicuro dal rischio contrattazione”. A passarli in rassegna sono gli esperti della Società italiana di andrologia, riuniti a Roma per il 42esimo Congresso nazionale Sia. Gli specialisti tratteggiano il futuro dell’era post-Viagra, a 20 anni dal primo via libera alla pillola dell’amore che ha rivoluzionato i trattamenti contro la disfunzione erettile maschile.

Nel 70% dei casi – ricordano – chi acquista medicine sul web lo fa proprio per comprare Viagra, la pillola blu a base di sildenafil che in Rete ha un giro d’affari stimato in 4-6 miliardi di euro soltanto in Italia e viene venduta da oltre 15 mila siti visitati da quasi 13 milioni internauti al mese. Ma solo il 10% delle volte il principio attivo nelle confezioni disponibili online è quello giusto, al dosaggio opportuno. Da qui la necessità di tutelare la salute dei pazienti con cure altrettanto efficaci, a costi uguali, ma meno falsificabili: “Dalle onde d’urto sul pene ai biofilm orali, veri e propri chewing-gum dell’amore, fino al gel per uso locale utile per chi non tollera gli effetti collaterali delle compresse”.

“Siamo finalmente in un’era post-pillole dell’amore, in cui la tecnologia ci garantisce terapie all’avanguardia e soprattutto non clonabili – afferma Alessandro Palmieri, presidente Sia – La pillola blu è stato un ottimo farmaco e ha aperto la strada, però è anche il più contraffatto del mercato: circa un terzo degli uomini che acquista farmaci per risolvere la disfunzione erettile ricorre all’autosomministrazione e spesso se li procura sul web, dove il Viagra costa anche 10 volte meno rispetto alla farmacia, ma non garantisce” efficacia e sicurezza. “Le pillole non autorizzate, che arrivano soprattutto da India e Cina – avverte il medico – contengono spesso dosaggi anomali, fino al doppio del dovuto, oppure non hanno alcun principio attivo. Soprattutto, nell’8,5% dei casi sono state riscontrate sostanze tossiche o velenose, perfino in grado di provocare danni permanenti”.

Fra le nuove terapie, “un esempio sono le onde d’urto: possono essere utili nel 70% dei pazienti con disfunzione erettile di grado lieve o medio con una causa organica della malattia – precisa Palmieri – che nel nostro Paese sono circa un milione, pari a un terzo del totale dei casi. Si tratta di ‘colpi’ a basso voltaggio già utilizzati per la cura del calcoli renali: il trattamento, che non è per nulla doloroso, prevede in media 6 sedute e può guarire i pazienti, consentendo loro di dire addio ai farmaci e alla necessità di programmare i rapporti”.

Sul fronte farmaci, gli andrologi segnalano i biofilm orali che si mettono sulla lingua e si sciolgono in pochi secondi: disponibili da un anno in Italia, ne sono stati utilizzati oltre 350 mila. “Anche qui tecnologia è la parola chiave – prosegue il numero uno della Sia – I principi attivi vengono infatti introdotti all’interno di vettori che si sciolgono al contatto con la saliva secondo un processo molto avanzato: ciò permette un assorbimento più veloce nella bocca, evitando il passaggio nello stomaco e nel fegato che può distruggere una gran quantità di farmaco. Tutto ciò rende il biofilm più rapido e più attivo”.

“La tecnologia è avanzata anche nel gel intrauretrale a base di alprostadil, appena arrivato in farmacia – ricorda lo specialista – che si applica localmente al momento del rapporto: si tratta di una prostaglandina legata a una sostanza inerte che la trasporta dal canale uretrale nel pene, dove serve. Ha un effetto vasodilatatorio molto rapido che favorisce l’erezione, e oggi viene utilizzata da chi non sopporta gli effetti collaterali degli altri farmaci sistemici e dai pazienti che preferiscono una sostanza che agisca e venga introdotta esattamente dove ve ne è bisogno”. Gel e chewing-gum dell’amore sono “tecnologie entrambe molto difficili da ‘taroccare'”.

 Cercare soluzioni sempre nuove è tanto più importante pensando ai bisogni del paziente. I dati dello studio ‘Conser’, condotto dalla Sia e presentati al meeting capitolino, indicano che “solo l’8,5% è pienamente soddisfatto delle offerte terapeutiche; il 70 % non va oltre un ‘abbastanza soddisfatto'”. Per Palmieri e Tommaso Cai, segretario della società scientifica, “esistono esigenze a cui non è stata data ancora sufficiente risposta. E secondo gli andrologi, fra i limiti alla piena soddisfazione degli uomini ci sono il costo dei farmaci (per 70% degli intervistati), gli effetti collaterali (15%) e la scarsa efficacia (14%)”.

“Ampliando il panorama delle soluzioni – commenta Mauro Silvani, coordinatore dello studio Conser – è più facile che ciascuno trovi quella più adatta alle proprie necessità e le nuove terapie possono certamente essere d’aiuto. Il chewing-gum dell’amore, per esempio, secondo gli andrologi intervistati per lo studio è particolarmente gradito grazie alle sue peculiarità: il 60% degli uomini ritiene la rapidità d’azione uno dei vantaggi maggiori, l’8,5% ne apprezza la possibilità di assunzione con il cibo, il 6,8% i minori effetti collaterali. Pazienti diversi hanno bisogno di farmaci differenti e formulazioni diverse: c’è chi vuole una pronta azione, chi una lunga durata. Non c’è una soluzione unica per tutti, ma grazie alle innovazioni tecnologiche tutti potranno trovare quella giusta per sé , ritagliata sulle proprie esigenze”.

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