Parigi-Roubaix sconvolta dalla tragica morte avvenuta nella tarda serata di ieri del belga Michael Goolaerts vittima di un arresto cardiaco e caduto sul pave’ tra Viesly e Briastre.

Il 23enne, prontamente soccorso e rianimato col defibrillatore, e’ stato trasferito all’ospedale di Lilla dove si e’ spento poco prima delle 23.

Ancora un evento drammatico in un mese da incubo per lo sport, iniziato lo scorso 4 marzo con la morte per «bradiaritmia» del capitano della Fiorentina, Davide Astori.

«Goolaerts potrebbe essere morto per una miocardite (un malfunzionamento del muscolo cardiaco) o per la sindrome di Brugada (un problema elettrico) che possono dar luogo a una fibrillazione ventricolare», commenta così la morte del ciclista belga Giuliano Gheller, 68 anni, ex cardiologo presso l’Unità coronarica dell’ospedale di Urbino e dal 2013 medico al centro di medicina sportiva «ViGi».

«Se Goolaerts avesse avuto l’influenza nei giorni precedenti e questa si fosse focalizzata nel cuore, la miocardia potrebbe essersi manifestata durante la gara mentre era sotto sforzo – fa notare Gheller -. Se invece ha avuto la sindrome di Brugada, si sarebbe manifestata un’alterazione genetica dei geni che controllano il trasporto degli ioni sodio nelle cellule cardiache. Quando questo trasporto è alterato, può dar luogo a una fibrillazione ventricolare».

A dare l’annuncio del decesso il team Veranda’s Willems-Crelan. “E’ con inimmaginabile tristezza che dobbiamo comunicare la morte del nostro corridore e amico Michael Goolaerts. E’ morto alle 22.40 all’ospedale di Lilla alla presenza dei suoi familiari e dei suoi cari, che lo conserveranno sempre nei loro pensieri”.

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