Uno show-cooking con circa 25 pazienti affetti da scompenso cardiaco, patologia in vertiginoso aumento, per insegnare loro a mangiare sano e con gusto: l’appuntamento è per le 12 di sabato prossimo, nella mensa del Policlinico Federico II di Napoli. Protagonista, insieme con i pazienti, sarà lo chef di Slow Food, Mauro Buonanno, che preparerà i suoi piatti, sani e gustosi, preparati nel rispetto della tradizione della dieta mediterranea. L’iniziativa è promossa da Maria Angela Losi, del Centro per la Diagnosi e il Trattamento dello Scompenso Cardiaco afferente al DAI di Emergenze Cardiovascolari, Medicina Clinica e dell’Invecchiamento, diretto da Bruno Trimarco, e realizzata grazie alla collaborazione del responsabile della EP Spa- Leader della Ristorazione Italiana, Pasquale Esposito. «Per curare lo scompenso cardiaco, una sindrome caratterizzata dall’incapacità del cuore di fornire il sangue necessario per le attività dell’organismo, i cardiologi hanno molti farmaci a disposizione, ma il problema fondamentale è riuscire a gestire la cronicità e motivare il paziente ad aderire alla terapia ed a migliorare lo stile di vita», sottolinea il professore Trimarco.

L’evento rientra nell’ambito delle Giornate europee dedicate allo Scompenso Cardiaco, iniziativa promossa dalla Società Europea di Cardiologia e rappresenta un ulteriore appuntamento di avvicinamento alla seconda edizione di «Atelier della Salute: esperienze, percorsi, soluzioni per vivere… meglio», manifestazione dedicata alla prevenzione e promozione della salute in programma venerdì 21 e sabato 22 settembre 2018 nel cuore dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II. «La Cardiologia del Policlinico Federico II, con questa iniziativa, intende dimostrare ai pazienti che le malattie possono rappresentare un’occasione per cambiare i propri stili di vita. In particolare, le abitudini alimentari sono determinanti ed è giusto far passare un messaggio che coniughi la sana alimentazione con la gioia e la convivialità del pasto, così come gli scopritori della dieta mediterranea ci hanno insegnato», aggiunge la dottoressa Losi.

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