Ogni anno si eseguono in Italia oltre 2.400.000 prestazioni di endoscopia digestiva, tra cui anche la colonscopia, ma i gastroenterologi sono solo poco più di 1.400: a causa di questa grave sproporzione, l’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti digestivi Ospedalieri (AIGO) segnala il rischio per i pazienti di tempi di attesa lunghissimi per poter effettuare questi esami, fondamentali per la prevenzione di patologie molto gravi come ad esempio il tumore del colon retto. Si tratta di una situazione che diverrà ancora più difficile nei prossimi anni a causa del ritirarsi dal lavoro degli specialisti che raggiungeranno l’età per accedere al pensionamento, di chi potrà anticipare questo momento grazie a “quota 100” e dell’insufficiente numero di nuovi gastroenterologi formati dalle scuole universitarie di specialità.

Se ne discute in occasione del Congresso nazionale delle malattie dell’apparato digerente che inizia oggi a Roma e che proseguirà sino a sabato 30 marzo. Il Congresso rappresenta il più importante appuntamento per la gastroenterologia in Italia, nel corso del quale sono presentati i più importanti aggiornamenti e novità nella disciplina, e quest’anno è l’occasione per l’Associazione per festeggiare il 50° anniversario dalla sua fondazione, avvenuta nel 1969.

AIGO stima che ciascun gastroenterologo esegua in media ogni anno oltre 1.700 esami endoscopici. Ma la situazione è destinata ad aggravarsi a causa del pensionamento di molti specialisti, sia secondo il sistema in vigore sino a poco tempo fa sia per la recente “quota 100”. Inoltre, l’Associazione ritiene che il numero di coloro che lasceranno l’attività professionale non sarà controbilanciato dai nuovi specialisti formati dalle Università. I posti previsti nelle scuole di specializzazione di gastroenterologia, infatti, sono insufficienti: per il 2018 sono solo 89.

Sottolinea Giuseppe Milazzo, presidente dell’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (AIGO): “La mancanza di gastroenterologi rappresenta oggi un grave problema: secondo i dati pubblicati proprio in questi giorni dal Ministero della salute, le malattie dell’apparato digerente causano oltre 550.000 ricoveri ogni anno e rappresentano l’8,9% di tutte le ospedalizzazioni. E’ evidente come di fronte a patologie così diffuse andrebbe aumentato il numero dei gastroenterologi, che sono gli specialisti di elezione per trattarle. Al contrario invece il loro numero nei prossimi anni si ridurrà per il mancato turn-over, con grave rischio per il trattamento di tutte le patologie dell’apparato digerente e in particolare per i programmi di screening del tumore del colon retto e la gestione delle emergenze nei pronto soccorso”.
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