Le condizioni di salute di Claudio Pinti, l’autotrasportatore di Montecarotto accusato di lesioni gravissime per aver fatto sesso non protetto con oltre 200 partner e della morte della sua compagna (avvenuta nel 2017), pur sapendo di essere sieropositivo, non sono compatibili con la detenzione in carcere. Lo dicono le analisi a cui e’ stato sottoposto il 36enne di Montecarotto e il cui esito e’ stato comunicato oggi ufficialmente dal tribunale di Ancona ai difensori. Nei prossimi giorni finiranno sul tavolo del gip, che dovra’ decidere sull’istanza di scarcerazione e il trasferimento dell’uomo ai domiciliari o in una struttura sanitaria adeguata. Pinti e’ detenuto nel carcere di Montacuto dal 12 giugno scorso e le analisi del sangue, richieste dai suoi difensori, erano state effettuate qualche giorno dopo. Nell’inchiesta che lo riguarda, sono state 10 le donne che, dopo essersi sottoposte al test Hiv e verificata la positivita’, si sono rivolte alla questura di Ancona per testimoniare di aver avuto rapporti sessuali con l’autotrasportatore, denunciato anche dalla mamma e dalla sorella della sua ex compagna, morta l’anno scorso per le complicanze legate all’Hiv.

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