Mario Caiazzo

Sono effettivamente poche le ambulanze del servizio del ’118’ sul territorio napoletano e in molti casi, l’inadeguatezza del numero dei mezzi a disposizione, provoca le reazioni sconsiderate da parte dei parenti delle persone da soccorrere. A Napoli sono sedici le postazioni del servizio di ambulanze, che servono circa un milione di abitanti. La 17esima è dislocata sul territorio dell’isola di Capri.

Ambulanze nel mirino

Le ‘stazioni’ maggiormente sollecitate dagli utenti sono quelle dell’Aeroporto, quella del San Gennaro e quella del Loreto Mare. I suddetti presidi sono posizionati in punti strategici della città: fanno capo rispettivamente all’intera zona settentrionale di Napoli, a quella centrale e a quella di prossimità con l’area orientale del capoluogo partenopeo. Dall’inizio dell’anno sono state registrate 12 aggressioni nei confronti del personale del ‘118’ ed è possibile mappare le aree in cui tali episodi sono avvenuti con maggiore frequenza. Le zone rappresentano quello che gli operatori considerano territorio ad altro rischio. A farne parte tre quartieri: Scampia, Soccavo (Rione Traiano) e Ponticelli.
Secondo i medici e gli infermieri del ‘118’ la cosa avrebbe a che fare col fatto che nelle suddette porzioni della città si registri un’alta densità malavitosa. “In alcune occasioni – dichiara un camice verde in servizio presso una delle postazioni della zona nord di Napoli – siamo stati aggrediti verbalmente perché utilizzavamo una unità B, che prevede a bordo un solo medico e un solo infermiere. Ebbene una volta che siamo scesi dall’ambulanza, ci hanno accolto a muso duro perché – stando a quanto urlavano – avrebbero avuto bisogno di qualche medico in più”.