Trovare il giusto equilibrio per garantire la cura psichiatrica e allo stesso tempo la sicurezza della comunita’. Superata l’era degli ospedali psichiatrici giudiziari, si passa alle residenze per l’esecuzione di misure di sicurezza (Rems) per la gestione dei pazienti psichiatrici che abbiano compiuto reati, incapaci di intendere e di volere, e ritenuti dalla magistratura socialmente pericolosi. Una gestione e’ esclusivamente sanitaria, anche se per la struttura che sara’ attivata a San Nicola Baronia, in provincia di Avellino al confine con il Sannio, il Tribunale di Benevento e le Asl di Avellino e Benevento hanno siglato un protocollo d’intesa che stabilisce i termini di una collaborazione “che nei fatti e anche per altre situazioni gia’ esiste”, come sottolinea il presidente del foro sannita Marilisa Rinaldi. Decisivo il ruolo assegnato dalla legge 81/2014 ai servizi territoriali di salute mentale, che fanno capo alle Asl, per organizzare la presa in carico e l’assistenza di persone “che abbiano commesso un reato e siano non imputabili o semi imputabili perche’ in stato di infermita’ al momento della commissione del fatto”. Il tribunale di Benevento ha cominciato a gettare le basi per l’istituzione di una Rems gia’ nel 2015 assieme al coordinatore regionale per il superamento degli Opg Giuseppe Nese e agli operatori delle Asl di Benevento e di Avellino. “E’ il primo accordo sottoscritto in Campania e tra i pochi gia’ definiti in Italia – spiega il presidente Rinaldi – e risponde pienamente alle recenti direttive interpretative e applicative fornite dal Csm”. A ciascun paziente sara’ garantita una cura appropriata, con un programma terapeutico il piu’ possibile individualizzato, grazie a strutture e percorsi diversi a seconda dei casi. E qui diventa fondamentale la collaborazione tra magistrati e organismi locali per uno scambio di informazioni che possano agevolare l’individuazione del percorso di recupero piu’ adatto.
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