OSPEDALE SAN PAOLO - MEDICI E DOTTORI IN CORSIA

Mario Caiazzo

Il servizio di pulizia all’interno di numerosi ospedali napoletani per un certo periodo è stato a completo appannaggio del clan Lo Russo, che si muoveva anche grazie a quella che i magistrati hanno definito una ditta «partecipata» dell’organizzazione malavitosa di Miano: la Kuadra o ex Esperia. A sottolineare la circostanza sono stati diversi collaboratori di giustizia che, con le loro dichiarazioni, hanno fornito un valido contributo per svelare l’affare illecito e per far emergere le infiltrazioni dei clan nel settore della sanità. Uno di questi è Michelangelo Mazza, nipote di Giuseppe Misso.

Il boss Giuseppe Misso
Il boss Giuseppe Misso, oggi collaboratore di giustizia

Mazza interrogato dal pm rendiconta sulla società che svolgeva il servizio di pulizia al Policlinico e sulla figura di Giulio De Angioletti, considerato una sorta di «ministro della Sanità» della cosca dei Capitoni. «So per certo – afferma Michelangelo Mazza – che gli appalti riguardanti il servizio di pulizia all’interno degli ospedali della zona collinare di Napoli e in particolare del Nuovo Policlinico, sono gestiti dalla famiglia Lo Russo di Miano. Lo so per certo perché io personalmente ho sempre avuto rapporti strettissimi con esponenti di detta famiglia. Tra essi conosco bene Giulio De Angioletti, Raffaele Perfetto e Luigi Pompeo. Questi ultimi mi hanno più volte rappresentato che la ditta aggiudicataria dell’appalto per i lavori di pulizia all’interno del Nuovo Policlinico era gestita dai Lo Russo».

Il boss Salvatore Lo Russo, poi passato a collaborare con la giustizia

Sulla gestione della ditta si è espresso anche l’ex boss dei Capitoni, Salvatore Lo Russo. Le sue dichiarazioni sono però opposte a quelle di Mazza: «Il clan, che io sappia, non aveva imprese controllate o di riferimento». Soffermandosi, però, sulla figura di Giulio De Angioletti, Salvatore Lo Russo afferma: «De Angioletti aveva contatti all’interno di strutture ospedaliere, in particolare con alcuni sindacalisti all’interno dell’ospedale Policlinico, con i quali si era discusso di condizionare alcune gare di appalto inerenti la guardiania o la mensa».