In Italia sono circa 3 milioni le persone affette da disturbi alimentari, di cui i piu’ conosciuti sono anoressia, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata. “Per comorbidita’ si intende la simultanea presenza di uno o piu’ disturbi, psichiatrici o internistici, nello stesso paziente – spiega Luca Maggi, direttore sanitario comunita’ terapeutico-riabilitativa Villamare di Neomesia -. Nei disturbi dell’alimentazione, in particolare nelle forme piu’ severe, e’ la regola riscontrare diagnosi psichiatriche aggiuntive. In generale, cio’ predice una maggiore compromissione funzionale, una minore risposta ai trattamenti, un maggior tasso di interruzione delle cure ed un piu’ elevato rischio di persistenza del disturbo negli anni”. “L’eta’ di insorgenza dei disturbi alimentari – spiega Maddalena Patrizia Cappelletto, presidente del Coordinamento Nazionale Disturbi Alimentari – si sta abbassando sempre di piu’, possiamo ad esempio vedere gia’ bambini di 10-11 anni soffrire di anoressia. Per prevenire e contrastare questo fenomeno e’ fondamentale creare e mantenere una ‘rete di cura’ attraverso la quale promuovere lo scambio di buone pratiche.” Il Coordinamento Nazionale Disturbi Alimentari, in supporto alle strutture che sul territorio si occupano di assistenza, dal 2014 riunisce associazioni formate da ex pazienti, familiari, operatori e terapeuti con la finalita’ di rafforzare la rete dei servizi nella lotta ai disturbi alimentari, che per la multifattorialita’ delle loro cause necessitano di un trattamento multidisciplinare e una risposta compatta su piu’ fronti, tenendo sempre presente la centralita’ della persona e il ruolo fondamentale dei familiari come risorsa nella cura. “Lo stigma e il pregiudizio su questi disturbi – prosegue Cappelletto – sono ancora molti, ma il Coordinamento attraverso le proprie associazioni intende abbatterli, perche’ ci sia accoglienza e sostegno e non accusa o vergogna nelle famiglie coinvolte”. “In una patologia dove cibo e corpo sono il mezzo per esprimere un profondo disagio interiore – commenta Maria Grazia Giannini, presidente di Consulta@noi, l’Associazione nazionale dei disturbi del comportamento alimentare – il ruolo delle associazioni di familiari e’ basilare per l’ascolto, l’accoglienza, la consapevolezza e la motivazione alla cura. Consult@noi, e le associazioni che rappresenta, opera affinche’ questo grave problema venga riconosciuto e affrontato con cure adeguate in ogni parte del territorio Nazionale, attraverso l’informazione e la prevenzione”. Per disturbi dell’alimentazione si intendono i disturbi persistenti del comportamento alimentare che provocano danni sia alla salute fisica che al funzionamento psicosociale di chi ne soffre. Tra i piu’ comuni vi sono il disturbo da alimentazione incontrollata (Binge-eating Disorder), l’anoressia e la bulimia nervosa. Il trattamento dei disturbi alimentari si basa sulla definizione di un progetto riabilitativo mirato non solo al recupero fisiologico/nutrizionale, ma anche ad un intervento riabilitativo psichiatrico che permetta il recupero dal punto di vista sociale, coinvolgendo anche la famiglia.

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