Mario Caiazzo

Sono 11 le aggressioni contro il personale del 118 dall’inizio dell’anno, 12 se vi si aggiunge il danneggiamento di un’ambulanza avvenuto alla fine dello scorso mese di febbraio a Pianura; il mezzo di soccorso fu preso di mira da un gruppo – restato anonimo e impunito – che si accanì a lanciarvi contro ortaggi e spranghe di legno. Il periodo considerato è quello dei primi due mesi del 2018. In 59 giorni ben dodici azioni ostili nei confronti di operatori e mezzi. Praticamente una ogni 5 giorni. Una situazione che ha portato i medici a lanciare l’allarme.

La direzione generale dell’Asl Napoli 1

Fare un calcolo relativo all’aumento di tali azioni violente è abbastanza semplice: nel 2017 si registrarono in tutto 12 aggressioni, in media una ogni trenta giorni. Relativamente a gennaio e a febbraio del 2018, fanno sei aggressioni al mese con un aumento rispetto allo scorso anno del 600%. “Dati che devono far riflettere soprattutto l’utenza”, afferma un operatore in servizio presso l’Asl Na1 e componente dell’Associazione medici del 118. Tra i casi più eclatanti registrati quelli ai danni di un autista di un’ambulanza dell’Ascalesi picchiato da un parente di un paziente deceduto poco dopo l’accesso al Pronto soccorso del Cardarelli.

L’ospedale Cardarelli

Oppure quella avvenuta presso il Posto di primo intervento dell’ospedale San Gennaro, dove un operatore è stato messo letteralmente spalle al muro dal parente di un paziente in attesa di soccorso. Il giovane è entrato nel drappello del nosocomio della Sanità e con modi violenti ha accusato i sanitari presenti di non aver mandato l’ambulanza in vico Maresca a soccorrere un suo parente che stava male. Gli infermieri presenti hanno provato a spiegare alla persona, in evidente stato di agitazione, che l’ambulanza deve essere attivata attraverso il ‘118’ e che quella presente nel cortile del San Gennaro era dedicata ai trasporti interni.
Dalle parole, però si è subito passati ai fatti; un infermiere è stato scaraventato violentemente contro un muro e gli sono stati rotti gli occhiali. Durante le fasi concitate del raid, i ‘carrelli biancheria’ dei locali sanitari sono stati in parte distrutti dall’aggressore.
(1-continua)