L'ospedale Loreto Mare

Mario Caiazzo

Nella settimana tra le più delicate dell’anno e che da sempre fa registrare picchi per il trasporto di pazienti al Pronto soccorso, il servizio del 118, ha sollevato dall’ennesima prova oberante i camici bianchi del drappello di via Amerigo Vespucci. La situazione d’emergenza in diversi reparti, a causa della mancanza di personale, avrebbe spinto i responsabili del servizio a diminuire sensibilmente il flusso di utenti trasportati in ambulanza verso il nosocomio napoletano. La stima è di un 40% di ricoveri in meno rispetto alla media delle scorse settimane. Tra i reparti maggiormente messi a dura prova c’è sicuramente quello di Ortopedia, ma nessun comparto è immune dal problema delle forze in campo risicate. Dunque si cercherà di dirottare i ricoveri presso altri ospedali, come il San Giovanni Bosco o il Cardarelli.

L’ospedale Cardarelli

Al Loreto Mare, comunque, anche per questa parte finale del 2017, si continua a fare i conti con turni diventati sempre più massacranti e che non permettono ai medici di poter tirare il fiato. Ai pensionamenti e ai trasferimenti ancora da rimpiazzare, si aggiungono le persone fermate dall’influenza.

Tutto ciò trasforma inesorabilmente il Loreto Mare in un ospedale di frontiera. Senza fare i conti con la classica emergenza legata agli effetti nefasti dei botti di fine anno.

Per quella non c’è limitazione di ricoveri che tenga perché la maggior parte dei trasporti avviene con mezzi privati e non con quelli del 118. Il personale non può fare altro che sperare che la situazione migliori dal punto di vista dell’organico, nel frattempo ci si prepara a vivere i giorni di passione di fine e di inizio anno. L’inversione di tendenza si attende nel 2018. Saranno proprio i prossimi mesi, infatti, che dovrebbero decidere le sorti future del nosocomio di via Amerigo Vespucci.